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31 luglio 2007

Memento autoincensare semper

Ehr... da tempo sognavo di poter dire anch'io 'sta roba qui: ecco a voi la prima (credo!) recensione francese su un lavoro al quale ho collaborato (oh, l'ho detto). E' tratta dal sito Auracan - Toute l'actualité BD sur le Net.

Toppi, une monographie (Mosquito)
Et une monographie de plus chez Mosquito, une ! Cette fois, le Grenoblois Michel Jans s’attaque à un grand méconnu pour lequel il travaille à « populariser » l’œuvre depuis de nombreuses années déjà : Sergio Toppi.

L’ouvrage est de la même facture que les précédentes monographies : ouvert, intelligent, brassant le parcours de l’auteur italien de la manière la plus large possible, depuis sa plus tendre enfance jusqu’à aujourd’hui, et en le replaçant dans le paysage local. Cet auteur, qui compte parmi les plus importants créateurs de BD, affiche une belle et longue carrière : ses premiers dessins ont été réalisés pour l’Enciclopedia dei ragazzi pour les éditions Mondadori en 1953 !

Comme toujours, de longs entretiens (menés par Michel Jans et Fabrizio Lo Bianco), déjà parus dans divers supports pour la plupart, des articles sur des points particuliers (comme cet excellent texte intitulé Le Travail sur le signe), une biographie très précise, le tout agrémenté de dessins, pour certains inédits jusqu’à présent, qui montrent la diversité et la richesse du trait de l’auteur italien.

Michel Nicolas

20 luglio 2007

In libreria!

Sei in trappola, Geronimo Stilton!
Autore: Oscar Tortuga
Soggetto: Francesco Artibani
Supervisione testi: Fabrizio Lo Bianco
Editore: Piemme
Collana: Gatti pirati
Pagine: 128
Prezzo: 13,50 euro

Gattardone III, imperatore dei Gatti Pirati, è come al solito a corto di soldi. Per fortuna suo cugino, Oscar Tortuga, scrittore e giornalista, ha trovato la mappa di un misterioso tesoro. In fretta e furia viene organizzata una spedizione per recuperarlo. Gattardone immagina il proprio ritorno a casa carico d'oro e di gloria! Ma qualcun altro è interessato a mettere le zampe sul tesoro: si tratta di Tersilla, la perfida figlia dell'imperatore, che ha bisogno di moltissimo oro per costruire il suo nuovo motoscafo e organizzare una gara ad alta velocità. Purtroppo questa gara metterà in gravissimo pericolo di estinzione le tartarughe che vivono sulla "spiaggia delle tartarughe". Per ostacolare i progetti malvagi di Tersilla, Bitter e Glitter, due giovani felini gemelli, ecologisti convinti, si intrufolano come clandestini nella spedizione. Mentre Gattardone si diverte a vedere le avventure di Geronimo Stilton in televisione, sognando già di mettere le zampe sul suo topo preferito, i gemelli organizzano un vero colpo di scena!
Età di lettura: da 7 anni.

18 luglio 2007

Mai più (ma proprio mai più) senza

Lo sapevo. Prima o poi qualcuno avrebbe intuito la genialità diabolica del Cristo Compagnone di Kevin Smith e ne avrebbe tirato fuori un'ideona per fare soldi. Perché, dico io, perché non ho una mentalità imprenditoriale? Sempre a dire "Ho un progetto per la Francia", "In Namibia mi invitano a tutte le convention", "Le Far Oer mi vogliono come centromediano metodista" e mai a pensare alle cose che ti potrebbero cambiare davvero la vita...

Da Repubblica.it:
Gesù diventa un giocattolo. Wal Mart, la più grande catena di negozi del mondo, metterà presto in vendita le "action figures" di Gesù Cristo e di altri personaggi biblici. "Vendiamo moltissime bibbie attraverso la nostra rete di store - spiegano alla Wal Mart - e pensiamo che questi acquirenti preferiscano vedere i loro figli giocare con un Gesù giocattolo piuttosto che con i supereroi". Le action figures sono prodotte dalla One2Believe, un'azienda specializzata in riproduzioni bibliche.

Per gli interessati, in catalogo ci sono anche Maria, Mosè, Noè, Davide e altri non meglio identificati individui in caftano e barba lunga.

08 luglio 2007

Quanno ce vo', ce vo'

Segnalo che sono in edicola Lys #5 e Angel's Friends #4, scritti rispettivamente da Giovanni di Gregorio e Bruno Enna. Vi invito ad acquistarli perché sono, in generale, due bei fumetti per ragazze/i e poi perché da questi due sceneggiatori c'è sempre da imparare (sì, sono anche miei amici ma non mi pagano per elogiarli. Purtroppo).
Si tratta di due serie alle quali collaboro e quindi non apparirò credibile se vi dico che sono davvero ben fatte. Però credetemi lo stesso.

E ora una piccola riflessione semiseria - anzi, seria va! - sul medium fumetto, autorialità e professionalità.
Chi parla di libertà creativa dovrebbe sempre ricordarsi che Picasso è arrivato al Cubismo dopo che a 12 anni aveva già fatto propri i linguaggi e le tecniche pittoriche realistiche. "Aveva già dato", dimostrando che un volto umano sapeva rappresentarlo secondo tutti i canoni della mimesi. Poteva permettersi di andare oltre e l'ha fatto, scompaginando ogni regola prospettica. Però l'ha fatto dopo.

Piccolo amarcord...
Quand'ero piccolo tutti mi scherzavano per le dimensioni del mio portafoglio.
Infatti mi toccava stare bene attento a quali fumetti comprare e così prendevo sempre "Il Giornalino" e "Topolino", tanto per non sbagliare. Poi, crescendo (io, non il portafoglio) ho cominciato a comprare "Corto Maltese" e "Comic Art", a recuperare i vecchi "Frigidaire", "Linus" e "Alter Alter" e mi sembrava di essere un figo pazzesco perché lì sì che si leggevano fumetti da grandi, fumetti d'autore (come se chi scrive e disegna sul Topo non fosse un autore).
Poi, usando quel po' del cervello lasciato a disposizione dalle tempeste ormonali, ho scoperto una cosa che mi ha sconvolto: alcuni dei miei autori preferiti delle riviste fighe erano gli stessi che avevo visto sulle pagine del "Giornalino" o persino di "Topolino". Ma come, non erano autori... di fumetto d'autore?
Se c'è una cosa che mi fa sorridere nelle dispute degli autoristi a favore del fumetto d'autore è che si dimenticano (o ignorano?) che i più grandi autori di fumetto nostrani sono partiti dal fumetto popolare, ne hanno sempre avuto rispetto e non lo hanno mai rinnegato.
Il giustamente osannato (da me, per primo) Sergio Toppi ha disegnato manciate di Calimero, Mago Zurlì, Grisù prima di arrivare a Sharaz-De. Chiaramente l'autorista questo non lo sa, o volutamente lo dimentica. Come dimentica che Dino Battaglia ha mangiato pane e Topo Gigio prima di arrivare a Totentanz. L'autorista ama e cita Pratt come fosse prezzemolo (bella questa... Prezzemolo!), ma dimentica sovente le sue produzioni pre-Corto Maltese. Ma forse Asso di Picche ai difensori dell'ortodossia autoriale provoca l'orticaria.
Quando si parla di produzioni seriali storcendo il naso e contrapponendole snobisticamente alle opere che nascono dall'urgenza creativa, forse sarebbe il caso di ricordarsi che senza il fumetto popolare, seriale, commerciale, il professionismo nei fumetti sarebbe una chimera.
Ma forse la cosa che urta di più gli autoristi è il professionismo.
O meglio ancora, la professionalità.

************
Postilla.
Se ne parla anche qui:
- blog di Sergio Algozzino
- blog di Fabiano Ambu

06 luglio 2007

Caramella Sax

Il Paolone qualche giorno fa mi ha invitato a un concerto all'Idroscalo. Pensavo in estate vi suonassero solo le zanzare e invece ho scoperto che vi si è avventurato pure Ozzy Osbourne.

Il concerto era quello di Samuele Bersani, un cantautore che ascolto sempre con piacere e interesse, perché non lo trovo mai banale né nei testi, né negli arrangiamenti.
I suoi brani sono spesso cesellati anche dal sassofono... vabbè, nessuno è perfetto.
Quello che più mi ha colpito, aldilà della musica e dei testi, che comunque già conoscevo, è stata la sobrietà e l'essere antidivo in maniera schietta e sincera.
L'autoironia prima dell'ironia. Non è mica da tutti.

Foto di Monica Silva

02 luglio 2007

Ilmomentoècatartico

Il mio amico Giovannino Tinozza ogni tanto mi manda i suoi pensieri. Ricevo e divulgo (quasi) volentieri.

"425"
Che cosa sono
Questi ripensamenti
Se non desideri infantili
D’infantile trasgressione.
Che cos’è che mi fa soffrire
Che m’impedisce di nutrirmi
Che mi riduce a spettro di me stesso.
C’è un dolce siero
Infiltrato nel mio sangue
Che mi accompagna sul giaciglio
E che mi dà un buongiorno ipocrita.
Non mi lascia vivere,
Suadente com’è.

29 giugno 2007

RECLAME!

Per tutti gli aspiranti fumettisti d'Italia, o per gli appassionati incuriositi dai metodi di lavorazione che stanno dietro ad un fumetto segnalo Kinart.

Nel Forum è possibile dialogare direttamente con lo Staff, capitanato da Sergio Algozzino
(Humanoides, Red Whale, Panini Comics...), che cercherà di dare risposta ad amletici dubbi che vanno dalle dimensioni di una tavola a come organizzare il proprio book.
Ricca, ed in continua espansione, la sezione dei Tutorial, divisi in varie categorie e redatti quasi sempre con la collaborazione di professionisti esterni (si sono già avvicendati Carmine Di Giandomenico, Cecilia Giumento, Claudio Stassi, Denis Medri, Luana Vergari, Giovanni Di Gregorio, Roberto Di Salvo, Michela Da Sacco etc...).

Gli ultimi due Tutorial sono ad opera di Massimo dall'Oglio, che ci guiderà attraverso la lavorazione di una tavola di Underskin, serie pubblicata a puntate (e poi in volume) sull'interessantissima rivista "Shogun" degli Humanoides, ed Alessandra "Mais2" Criseo (fra le altre cose, grafica della nuova versione del sito), che ci mostrerà l'evoluzione di una tavola di Sol Mirror, seria marcata Cronaca di Topolinia.

www.kinart.it

26 giugno 2007

Tira la catena (o 'La catena tira')

Cisponi mi ha chiesto di partecipare a un simpatico e inedito giochino tra blog. Uno disegna un corsaro (da non confondere con un pirata, neh?!) e poi dice ad altri amici di blogghenzia: "E ora tocca a voi!". Poi, tutti insieme appassionatamente, si finisce sul taccuino di Foggy Man, che ne fa un libro che viene presentato a Krapula Comicom 2008.
Così il buon Cispo mi ha citato sul suo blogghe e io ci ho detto: "Neanche tu hai capito la sottile differenza tra sceneggiatore e disegnatore?" e lui m'ha risposto: "No".
E io allora sono andato a scartabellare tra gli scarabocchi che facevo quando neanch'io conoscevo quella differenza e per raccontare le storie mi mettevo a disegnarle. Incredibbbile ma vero, da una cartella datata A.D. 1998 saltò fuori questo fantastico personaggio piratoso. Notare la finezza del tratto, nonché la raffinata critica sociale e politica insita nello jojo che coesiste in stimolante contradditorietà con la cicca accesa. Perché il piratino ha 4 dita per mano? Pignoli...
Ricordo ancora quando lo disegnai. Seguivo il corso tenuto da Sisinnio Fiatella, detto Catrame (perché quando ti alitava a favore di vento ti asfaltava), in uno dei quartieri più malfamati di Dosnuraghes. Ci venne proposto di creare una serie ASSOLUTAMENTE libera, senza alcun vincolo concettuale o stilistico, purché parlasse di corsari, fosse ambientata nel futuro e non ci fossero lattai di mezzo (la cosa mi spiazzò alquanto, visto che proprio allora mi ronzava per la testa l'idea di un fumetto su un lattaio trozkista a Beverly Hills che incappa fortuitamente in un omicidio).
Cisponi propose una storiella che parlava di un Corsaro con il mascara e di una maledizione legata alla luna (la prima), ma subito Catrame la bollò come immensa cisponata e, dopo averlo insultato davanti a tutti gli allievi, gli fece abbandonare l'idea.
Ok, divagavo... Ora devo indicare 3 amici bloggherz che disegnino un corsaro. Eccoli qua:

- Mimmo Piattola
- Esculapio Elkann
- Giovannino Tinozza

Soprattutto a Mimmo devo chiedere di non andarci pesante come suo solito e di lasciar perdere le corsare.

23 giugno 2007

Heat of the moment

Mentre infuria la polemica sul sax (correte a leggere i forum che contano e vedrete se non ho ragione) mi scappa un post sulla musica che sto ascoltando nelle ultime settimane.
Così, tanto per gradire.

3. al terzo posto troviamo una new entry. Questa proprio non la conoscevo. Si chiama Regina Spektor. Toga con 3 stellette.
***


2. al secondo un gruppo che avevo messo da parte e che era praticamente sovrastato dalla polvere con la sua cassettina TDK da 90'. Poi un giorno ho beccato l'intro e il successivo riff di Doctor doctor e mi sono ricordato degli UFO e di tante belle cose. Una stelletta (anche due) in più per via degli Scorpions.
****+**


1. al primo posto questi tizi che avevo sempre ascoltato con superficialità (proprio quella che a loro non si addice). Come direbbe il mio amico fenicio, "poesia pura, i Sigur Ros".
*****


E adesso, linea al Telegattone.

18 giugno 2007

MAssaggi in codice - 2

Basta, rompo gli indugi e scendo anch'io nell'agone. Questo fantastico mondo dei bloggerz, dei forumz e degli official web site (come se a qualcuno gliene fregasse qualcosa di creare gli unofficial) pullula di stimolanti confronti a base di toni posati e lucide analisi e io resisto, resisto, resisto, ma alla fine cedo e devo - DEVO - dire la mia sulle tematiche più scottanti del momento. Che razza di professionista o wannabe o lossachì sarei se non dicessi la mia?
E allora la dico.
Tenetevi forte, 11 lettori (meno del Manzoni ma sempre più del Tore Porcu).




Tenuti forte?
Ok: a me il sassofono nel rock fa cagare (o cacare, come preferirebbe Moretti).
Anzi, trasforma qualsiasi brano pseudo-rock in una specie di colonna sonora per film con Edwige Fenech sotto la doccia.


Oh, ecco, l'ho detto. E ora mi si crocifigga pure su Comicus, l'Elite, Punto Croce, Pizzi e Merletti nonché su Cose di Casa Mia, il mio forum preferito.

MAssaggi in codice - 1

Tsk... Davide Barzi, ci sei?

PRRRRRRRRRRRRRRRRRRrrrr!
Per le Regine del Terrore ci hai lessato gli zebedei per mesi con una recensione di qua, un encomio di qui, una presentazione di ...
Ma vuoi mettere con un sesto posto alla libreria Gocce d'Inchiostro di Roma (fonte: Corriere della Suàr di domenica 17 giugno)?
Non so se mi spiego...
Che cosa dici?
Che a te hanno recensito direttamente il libro sul Corriere della Suàr?
E ti sembra una bella risposta da dare agli amici?

02 giugno 2007

Radici

Questo è un post di quelli che mi capitano una volta all'anno, scritti di notte, quando tutto tace (gatti inclusi). Forse lo comprenderanno i miei amici sardi, spero anche quelli siciliani.
E' che ogni tanto ti lasci andare, un po' per effettiva stanchezza, molto per autolesionismo compiaciuto: la nostalgia ti assale. Quando emigri, pur cadendo in piedi, come è capitato fortunatamente a me, dopo un po' senti il desiderio forte di tornare alla tua isola. E' una specie di calamita suadente, un suono dirompente, monodico e antico. Come launeddas che vibrano all'infinito e che non ti lasciano dormire, come sirene d'Ulisse, come un canto atavico che hai sempre conosciuto. Mi chiedo 'perché', visto che dalla Sardegna son quasi scappato, deluso da tanta mediocrità, da tanto pressapochismo e indolenza. Deluso da me stesso che non li ho saputi contrastare.
Un giorno forse ritornerò, riascolterò le canne vibrare, il silenzio assordarmi tra i monti di pietra. Ora che non ho più mia nonna, mi sento come un albero che ha perso la sua radice più salda. Vorrei tornare per nutrire con le mie lacrime la terra che mi ha fatto nascere.

31 maggio 2007

Un premio alla memoria per Tacconi

Il 26 maggio sono stati consegnati i Premi Anafi (Associazione Nazionale Amici del Fumetto e dell'Illustrazione) alla Mostra Mercato del Fumetto di Reggio Emilia. Un premio alla memoria è andato a Ferdinando Tacconi ed è stato ritirato dalla nipote Barbara e dalla sorella Carla.
Ecco la motivazione ufficiale:

Per avere dato veste grafica e singolari volti di protagonisti a una notevole quantità di storie, disegnate sia per il mercato italiano sia per quello estero, assurgendo con il suo stile anche a modello di riferimento per disegnatori più giovani, alla memoria di Ferdinando Tacconi.

18 maggio 2007

Immersioni

Da qualche giorno sono immerso in un mondo fantastico, in compagnia di 'creaturine' così.
Ci si sente quando riaffioro.

11 maggio 2007

Un anno

In quasi tutte le foto di Nando ho trovato una velatura malinconica, come di consapevolezza di gioie fugaci. Però volevo ricordarlo senza quei patetismi che a lui facevan gira' i'bal.
Sorridente, nell'estate del 2003, sulla spiaggia di Villasimius con gli amici Erika e Matteo.
Una di quelle giornate che abbiamo ripercorso insieme tante volte, negli inverni di Milano 3.

08 maggio 2007

Il caldo ti sorprende?

Sorprendilo con la Coppa Monster Allergy*!

Fonti attendibili (il nostro agente a L'Avana) assicurano che la coppa abbia un doppiofondo con sorpresa monsterallergyca!

* Leggere con adeguata enfasi, grazie.


Provocato dal malevolo smoky "san Tommaso" man, eccovi altri gadgetz per la vostra torrida estate (e inverno).




05 maggio 2007

Squallide leggende atte a sovvertire l'ordine costituito

Non ci metterei la mano sul fuoco ma, tanto, tanto tempo fa, pare che i blog non esistessero.

Secondo tale leggenda, i fumettisti lavoravano di giorno e anche di notte, se necessario. La sera qualche volta si vedevano con piacere, magari davanti a un piatto di pasta e un bicchiere di vino.
Se proprio non ne avevano piene le tasche, chiacchieravano della loro professione, talvolta prendendosi anche per i fondelli, pur mantenendo un profondo rispetto non solo per il proprio lavoro ma, addirittura, per quello altrui.

Va da sé che si tratta di una storiella infondata. Il fumettista, per essere tale, deve avere un blog, immancabilmente scriverci ogni giorno, possibilmente più volte al giorno. Sul rispetto per il lavoro altrui poi la leggenda sfiora la ridicolaggine: si mostra rispetto del sudore della fronte degli altri solo se la cosa è reciproca, altrimenti perché perdere tempo? Una volta disbrigati i seri impegni che occupano l'85% della giornata, al vero fumettista capita anche di scrivere o disegnare una, due tavole al dì. Va da sé che da questa frenetica attività cerebrale scaturiranno capolavori che spazzeranno dall'orbe editoriale robaccia inutile come Tex, Lupo Alberto o Topolino.

Nonostante la palese inattendibilità della leggenda, i sostenitori del culto dei Fumettisti Estinti incautamente insistono e, in forma anonima, mi inviano pure documentazione fotografica. Ho provato a decodificarla e sono giunto alla conclusione che questa foto mostra dei fumettisti con le loro consorti in un momento di relax tra un post sul blog e un insulto via mail.

PS. concorsone "Indovinala grillo!": chi sono le figure leggendarie nella foto? Chi indovina vince un insulto sul blog più cliccato della rete.

01 maggio 2007

Reportage du festival

Sono reduce dalla più importante convention del fumetto da almeno una ventina d'anni a questa parte e sono davvero felice. Sono stati giorni di incontri e fervide attività tra le quali non posso non ricordare l'epica pizzata della prima sera con il solito Cisponi che si è ubriacato con l'ammazzacaffè (ne ha bevuti una decina di fila). Salito sui tavoli, il Cispo ha intonato a squarciagola "Ryu ragazzo delle caverne" ricevendo in cambio sputi e spinte da altri commensali che preferivano "Sasuke il piccolo ninja". Lui non l'ha presa bene e la serata è finita allegramente in rissa, coinvolgendo uno sparuto gruppo di avventori dall'animo già acceso a causa di una diatriba su che cosa si intendesse esattamente per graphic novel.

Cacciati dall'Antro del Pizzicagnolo (questo il nome dell'accogliente locale), abbiamo continuato a pestarci a sangue nella piazzetta principale. Il Cispo è una sagoma, quando però alla fine pretendeva di esibirsi anche in "Ma com'è carino e dolce Chobin" il previdente Menegotti lo ha centrato con un jab sul naso preservandolo così da ben peggiori pestaggi. Al pronto soccorso si è innescata pure una discussione su chi fosse il regista della serie tv di Batman degli anni '60, ma è stata sedata subito da un anziano degente uscito da una stanza agitando il pappagallo e urlando come un ossesso contro il Cispo.

Il secondo giorno in fiera è andato in crescendo. Mentre girovagavo per gli stand ho potuto sbattere volontariamente addosso a un po' di persone, primo tra tutti Gilberto Tracagnoni, il geniale ideatore della saga degli Invertebrati. Me lo aspettavo pieno di sé e antipatico e invece ci ha deliziati tutti raccontando barzellette sul mondo del fumetto e su Alfredo Manfrini, in particolare. Che Manfrini sia un po' paraculo nell'ambiente è noto, ma le storielle che ha tirato fuori il Traca ci hanno fatto davvero sbellicare. Mentre mi tenevo la pancia per le risa, ecco che ti vedo passare Kitty Tocco, il mio mito assoluto, il fumettista sardo che si è fatto strada in Olsazia del Nord e che ora veniva alla fiera da invitato speciale a firmare dedicaces sul suo ultimo successo, il romanzo grafico "L'altro giorno era un altro giorno". Gli urlo "Kitty, sei il mio faro!" e lui, sdegnoso, risponde che il faro posso infilarmelo... sì, insomma, ho capito che non gli piacciono gli adulatori, ma non c'era bisogno di rispondere così davanti a tutti. A fine giornata, proiezione de "Il cuore oltre la siepe affianco al bosco", insuperato capolavoro dell'animazione disneyano-manga-kawaii firmato dal maestro Jimbo Majong (presente in platea). Appena terminata la proiezione c'è stata un'ovazione, ma all'improvviso il solito Lorenzino Lorenzetti della Skuba Press è salito sul palco e ha urlato che secondo lui la pellicola era una cagata pazzesca. E' scoppiato il finimondo: urla, insulti, lancio di sedie. Uno in fondo alla sala continuava a sbraitare che la graphic novel è un'altra cosa, un altro cercava di portarsi avanti prendendo le ordinazioni per la pizzata, un altro ancora si lamentava del fatto che in questi happening fumettistici lo sport nazionale fosse lamentarsi. Insomma, un bordello nel quale Cisponi ha tentato pure di intonare "Ransie la strega" e ha rimediato un'action figure delle Gilmore Girls sul naso già fratturato la sera prima.

L'ultima giornata è stata quella delle premiazioni. Io non volevo farlo sapere a nessuno e mi sono tenuto per me che quel premio per la miglior sceneggiatura mi spettava di diritto per manifesta artisticità de "Cronache dalle scogliere di legno", il mio pezzo forte che in Francia mi hanno detto piace un casino ma qui non lo capiscono. Ho anche camuffato bene, complimentandomi con Cesaroni, l'organizzatore del festival ma, in realtà, che palle!, possibile che non ci sia una critica in grado di non seguire il mainstream e andare oltre l'apparenza scovando lo stream of consciousness? Vabbe', che mi rugo a fare, tanto è tutto un magna-magna e si sa. Arriva il momento della premiazione. Il Bigi, fresco di premio per la migliore interpretazione dei primi piani in vignette mute virate in bianco e nero, sta per fare il suo discorso di ringraziamento quando dal fondo della sala parte lo strale terra-aria del noto critico-polemista Asdrubale Cagnacci. E attacca "che il primo piano vero in Italia non lo sa usare nessuno", e che "in Francia sì che sanno che cos'è", e che "il Belgio ormai l'ha pure superato il primo piano", e che... e che palle di nuovo! Dritto per dritto gli arriva una seggiola da giardino sul muso stendendolo secco. Sarà stato il tonfo, sarà stata quella certa elettricità nell'aria, fatto sta che si desta dal torpore quel poveraccio di Cisponi che tranquillo se la pisolava durante la premiazione e che cosa ti combina? Intona subito "Rocky Joe" sbagliando l'attacco e mischiandola con "Judo Boy". Roba da far resuscitare Cagnacci che come prima cosa insulta con veemenza il Cispo, accusandolo (non a torto, a dirla tutta) di fare un oltraggio alla grande tradizione della canzone cartoonesca italiana. E poi lo colpisce con un uppercut al naso, tanto per non sbagliare.

Nel complesso devo dirmi soddisfatto, nonostante la mancata premiazione delle mie opere principali (ricordo solo la completamente e scientemente ignorata "Bang Tze Tung, fumettisti futuristi in Cina", per darvi un'idea del palese boicottaggio nei miei confronti) la fiera è andata bene e ci siamo divertiti, le pizze erano all'altezza dell'occasione e Cisponi pare che ce lo rimandino appena il setto nasale si è calcificato. L'ultima sera, come al solito, Foggy Man (nella foto) è scappato prima che ci portassero il conto, ma questo è divenuto un rituale tipico del festival e un po' tutti lo attendiamo sempre con ansia.
Alla prossima edizione del Krapula Komikom, dunque!

Una foto del ridente borgo di Krapula scattata dalla mia camera d'albergo.

30 aprile 2007

L'osservatore

Ritorno alla sceneggiatura per il fumetto con la serie Angel's Friends con i disegni di Federico Nardo (che sono semplicemente straordinari).

Angel's Friends #2
L'osservatore
Soggetto di Bruno Enna
Sceneggiatura di Fabrizio Lo Bianco
Disegni di Federico Nardo
Chine di Antonietta Filippi
Colore di Giulia Basile

Euro 4,90 (con gadget)
Edizioni Play Press

Serie ideata da Simona Ferri


Il numero è in edicola ed è stato presentato ufficialmente alla recente Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna. In quell'occasione ho fatto qualche foto (teribbbile: la scusa è che, effettivamente, c'era tanta gente e non riuscivo a inquadrare bene. La realtà è che per me la macchina fotografica appartiene alla categoria dei misteri imperscrutabili).

19 aprile 2007

I 5 incipit più belli d'Europa

Questa catena mi piace più del solito perché dà un tono chic a tutto il blog. Bando alle ciance, non vorrei arrivare in ritardo all'appuntamento con la figuraccia incombente (grazie Tostoini, a buon ri-rendere). Tanto per mettere le mani avanti, io sono quello che viene statisticamente definito un "lettore debole", nel senso che leggo a letto e dopo 5 minuti mi addormento sovrastato dal peso del libro che mi cade aperto sulla faccia.
Comunque, ecco i 5 incipit della mia vita. Pronti? Via.

Eravamo in quattro - George, William Samuel Harris, io e Montmorency. Eravamo seduti nella mia stanza, fumando e parlando di come eravamo messi male - intendo messi male da un punto di vista medico, ovviamente. Ci sentivamo tutti giù di morale, e la cosa ci preoccupava molto. Harris disse che a volte veniva sopraffatto da attacchi di vertigine così forti da non sapere più cosa stava facendo; e allora George disse che anch'egli soffriva di attacchi di vertigine da non sapere più cosa stava facendo. Per quanto mi riguardava, era il mio fegato ad essere in disordine. L'avevo saputo leggendo le indicazioni di una confezione di pillole per il fegato, in cui erano descritti i diversi sintomi dai quali si può capire di avere il fegato in disordine. Io li avevo tutti.
Jerome Klapka Jerome
Tre uomini in barca (per non dir del cane)

Il primo libro letto per scelta e non per dovere. Era nella libreria di casa e mia madre mi disse che era divertente. A me, in effetti, fece ridere parecchio. Tanto che lo consigliai alla mia migliore amica, la quale ancora oggi si rabbuia quando glielo ricordo. Oh Carla, a me divertiva un sacco, va bene?! E poi mi immedesimavo molto in Montmorency (il cane).


La prima volta che ho visto Guido Laremi eravamo tutti e due così magri e perplessi, così provvisori nelle nostre vite, da stare a guardare come spettatori mentre quello che ci succedeva entrava a far parte del passato, schiacciato senza la minima prospettiva.
Andrea De Carlo
Due di due

Hai presente quei libri che associ a un periodo di passaggio della tua vita?
Ecco, è uno di quelli. I miei 23 anni. Oggi non mi entusiasma più di tanto, ma al tempo mi regalò un po' di sogni.


Il mento poggiato sulle braccia incrociate, l'uomo era disteso sulla terra bruna del bosco coperta d'aghi di pino. Sulla sua testa il vento investiva, fischiando, le cime degli alberi.
Ernest Hemingway
Per chi suona la campana

Scoperta (vergognosamente) tardiva e folgorante.



Era una gioia appiccare il fuoco.
Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite,
diverse.
Ray Bradbury
Fahrenheit 451

Il buon Ray non se lo sarebbe mai immaginato, ma in due frasi ha racchiuso la storia della mia infanzia. Ho cominciato a leggere Fahrenheit 451 pensando che raccontasse di un bambino sardo che passava l'estate a incendiare le formiche. Non era esattamente così, ma mi piacque comunque.


Alba la presero in duemila il 10 ottobre e la persero in duecento il 2 novembre dell’anno 1944.
Beppe Fenoglio
I ventitré giorni della città di Alba

Anche se preferisco Il partigiano Johnny, l'incipit de I ventitré giorni della città di Alba si è impresso nei miei ricordi (complice anche una canzone dei CSI). A Cagliari ho ancora un poster di Fenoglio. Mi sarebbe piaciuto conoscerlo, uno così. La Resistenza non è una questione privata. Leggi le sue storie e ti vien voglia di fumare come lui, imparare l'inglese e almeno due passi di danza, combattere e pensare con libera mente.

Ora, se vorranno continuare il gioco, leggerò volentieri quelli di Smoky, Davide, Bruno, Sergio e Ketty. Su, non siate snob, potete citare anche Cathia ha il più bel culo d'Europa (quando si dice la cultura, eh? Di chi è? La foto dell'autore col berretto a inizio post è un aiutino).