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30 gennaio 2007

L'ospite gradito

In questi giorni ho ripreso a scrivere di gatti e di topi e non posso non attingere alle mie esperienze personali (stralci di dura vita quotidiana) per raccontare vicende incredibili di ataviche disfide tra popoli felini e torme rattiche. L'angolo nel quale scrivo è pieno come un uovo di libri, carta, stampanti, scanner, telefoni, cd, foto e giornalini. Alla mia destra c'è una fonte di luce: il terrazzino sul quale si affacciano periodicamente i miei gatti. Ho provato in diverse occasioni a farli uscire ma, mentre Puck se ne va un po' in giro per i tetti e poi ritorna da solo, quella scapestrata di Gnomina bisogna andare a recuperarla. In un paio di occasioni ho fatto conoscenza dei vicini nei cui lucernai la felina ribelle andava a curiosare. Un'altra volta è planata dritta dritta su un balcone presidiato da un cane. Fortunatamente, il cane, che pure era grande e grosso, era spaventato quanto lei. Insomma, una strizza da vergognarsi: non avrei mai pensato che questi esserini pelosi ti potessero plasmare in questo modo. Poi ho visto che cosa si può provare per loro (anche qui) e adesso debbo limitare il loro raggio d'azione alla casa e ai balconi. Per la loro sicurezza e, soprattutto, per la mia.

In una delle loro ronde, i due disgraziati devono aver stretto nuove amicizie e da poco un vecchio amico dalla coda lunga è venuto a trovarli. Appena Gnomina e Puck l'hanno intravisto attraverso il vetro, si sono avventati sulla porta con particolare entusiasmo: salutavano l'amico con affetto e pronunciavano delle frasine gentilissime e, immagino, piene di affetto per lui (era un miagolio tipo "gnnnignnnnaoooognnn gnnnignnnnaoooognnn gnnnignnnnaoooognnn" che sicuramente significava qualcosa tipo: "Ehilà, anche tu da queste parti! Questo scemo seduto davanti al pc non ci fa uscire neanche a dissanguarlo a unghiate, deficiente... ma perché non provi tu a entrare, magari passando da sotto la porta? Io mi ricordo che quand'ero piccolina ci passavo...".

Questa è Gnomina, che notoriamente è un po' bugiarda. Insomma, il topino a un certo punto si è pure avvicinato, li ha guardati in faccia e loro, come impazziti, hanno cominciato a raschiare freneticamente con le unghie la vetrina che li separava e poi... non so, mi è sembrato che lui abbia fatto una piccola pernacchia. Dopodiché si è girato, ha trotterellato per un po' tra i vasi di fiori, è ripassato un'ultima volta davanti alla vetrina (loro credo gli abbiano miagolato qualche frase dolce tipo "Tanto prima o poi ci becchiamo nel solito lucernaio!"), ha scosso un po' il naso e poi si è dileguato tra l'erba gatta. Anche se breve, è stata una visita gradita. L'ho capito da quello che mi miagolavano quei due: "Miààààààà! Miààààààà!", che sicuramente significa "Te possino...".

28 gennaio 2007

Ah, quella gita dell'87...

A Napoli Comicon (27-29 aprile) verrà presentato il nuovo numero di Mono, la rivista della Tunuè diretta da Sergio Algozzino e Marco Rizzo. Ci sarà anche un contributo mio e dell'ineffabile Bruno Olivieri (fresco di successi francofoni con i suoi colori per Gargouilles) con una tavola autoconclusiva intitolata La gita dell'87 (occhio, perché si ride a sfare, neh!). Trattasi indubitabilmente di un vero e proprio Bildungsroman che entrerà di prepotenza nella storia della Nona Arte, ma è anche un piccolo omaggio agli anni del liceo e alla musica che accompagnò la nostra adolescenza.

19 gennaio 2007

Arriva Lys!!!

Da oggi è in edicola il primo numero di "Lys", il nuovo fumetto di Katja Centomo, Antonello Dalena, Paolo Maddaleni e Giulia Basile targato Red Whale. Un misto di leggerezza, impegno, fantascienza, ironia e stimoli per una riflessione mai banale sul mondo verso il quale stiamo andando. Il tutto con un artwork straordinario.
Assolutamente da leggere e gustare :-)

Lys #1
Full Moon

di Katja Centomo, Antonello Dalena, Paolo Maddaleni e Giulia Basile
Ed. Tridimensional - Rainbow
Euro 3,90 (con gadget)

Sigh!

Sul blog del Davidone Barzi dovreste andarci ogni giorno perché è uno di quelli che ti sorprende sempre per ironia e originalità (caffè pagato, Davide). Poi, siccome siamo più o meno coetanei, il Barzi tratta argomenti che mi sollazzano parecchio tipo: fumetti censurati di Lucky Luke & Co., esisteva o no Truciolo, Cochi e Renato, la zazzera di Joey Tempest... ecco, su quest'ultimo argomento ho tributato una lacrimuccia ai miei (ex)capelli.
Ecco come si mostravano (a una media lunghezza) intorno al 1993.

PS. anche se non si direbbe, li lavavo un giorno sì e uno no... questo forse era il giorno "no".
PS 2. al commissariato, quando mi hanno scattato 'sta foto, Basettoni mi fece una tirata sul fatto che esisteva una cosa chiamata "balsamo per capelli" mentre il commissario Winchester voleva tutti i costi farmi fuori ("Facitemelo spara' 'stu capellone, iah!").

17 gennaio 2007

La Storia siamo noi

Recentemente ho scoperto per caso questo documentario intitolato "NUVOLE PARLANTI - voci e storie dei fumetti" realizzato da Giancarlo Soldi e andato in onda su Rai Educational per la serie "La Storia siamo noi". Molto bello. Ci sono parecchie interviste a disegnatori, sceneggiatori e critici sulla storia del fumetto e, soprattutto, sul mestiere. Posto alcune immagini tratte dalle interviste, mentre i filmati potete scaricarli qui.

14 gennaio 2007

Toppi in metropolitana

Ok, mi unisco alla schiera di quelli che dicono che in Francia il fumetto è un'altra cosa. Voi provate a immaginare nella metropolitana di Milano o Roma (in una delle fermate "importanti" del centro) una parete interamente dedicata a un fumettista... Non ci riuscite? E' normale. Al massimo potrebbe capitare un manifesto, ma non una nicchia con vetrina e allestimento di questa levatura... Guardate che cosa ospita invece la stazione Pyramides della metropolitana di Parigi lungo le linee 7 e 14 del primo arrondissement della capitale. La scenografia è opera di Michel Jans e Christine Chaussy e omaggia Sergio Toppi, l'autore di Sharaz-De e di tanti altri capolavori a fumetti. Toppi è anche uno degli "invité officiel" al festival d'Angoulême 2007 e lo sarà anche alla 5 jours BD di Grenoble dall'8 al 12 marzo per la presentazione della monografia intitolata semplicemente Toppi, alla quale ho l'onore di contribuire.

13 gennaio 2007

5 confessioni senza le quali non avreste potuto dormire sereni

Antonio me la pagherai! Cinque cose che non tutti sanno di me? Per poi passare il testimone ad altri 5 amici blogger? Ok: Davide, Paolo, Silvio, Mirko e Fenicio. Confido che loro uccidano questa catena prima che diventi letale.


1. prima di ogni esame all'università avevo un rituale che portava bene: sotto la doccia cantavo le canzoni dello Zecchino d'Oro;


2. parlo spesso da solo (dicendomi che è normale);

3. ogni tanto vorrei fare a botte con qualcuno, ma è dalle medie che non bisticcio con nessuno e temo che le prenderei da chiunque;

4. ... nonostante il 1° (cribbio, il PRIMO!) kyu a karate;

5. sono fermamente convinto che Babbo Natale esista.

05 gennaio 2007

Sproloquio post-vacanziero

Cioè, boh, aspe' poco poco... che cosa sono, burdo, io?
Tutti gli amici e/o conoscenti della cricca fumettista in questi giorni di vacanza hanno aggiornato il loro blog e io, invece, sperduto nelle brume masesi (ovvero di Elmas, ridente località del basso Campidano, nota soprattutto per l'aeroporto) non riuscivo a connettermi al web se non chiedendo ospitalità ad amici compassionevoli. E' stata una vacanza all'insegna dell'impegno. A tavola. Ho veramente superato qualsiasi limite di guardia in fatto di calorie. Mi attendono mesi sotto stretta sorveglianza, con Cinzia pronta a fucilarmi, armata di legumi e prelibatezze di questo genere.
Gli unici che comprendono tale dramma sono Puck e Gnomina, i nostri felini filosofi. Puck ha imparato da tempo a scrivere al pc e continua a darmi suggerimenti nei momenti di crisi creativa. A volte è vagamente invadente, ma tutto sommato discreto anche nel suo spiaccicarsi sulla tastiera e riempire di peli l'hard disk esterno.
Un caro amico mi ha detto che sul blog faccio vedere sempre Gnomina e mai Puck: eccoti accontentato. Sappi che dopo questo outing bloggista, Puck non mi darà più pace e chiederà di avere un account tutto suo. Nella foto qui sopra potete ammirarlo mentre si concentra. Al mio fianco, tra la mia panza e il bracciolo del divano, si intravede Gnomina, ancora più concentrata.
Ah, nel frattempo è finito (finalmente!) il 2006 e noi abbiamo inaugurato il 2007 infrangendo la porta a vetri di un'amica che ci ospitava per Capodanno (be', non sono stato io a combinare il disastro, ma diciamo che non sono stato abbastanza scattante per evitarlo). Che altro? Che confido che questo nuovo anno possa essere più leggero e solare di un 2006 davvero impegnativo sotto tutti i punti di vista.
Ho visto un po' di amici, scritto nuovi soggetti (incrociamo le dita) e mi sono fatto togliere un dente, quello del giudizio, l'ultimo che mi era rimasto. Anche di giudizio.

15 dicembre 2006

Ma che bravo a fare il cattivo

Ho letto Wanted di Mark Millar. Bravo, veramente bravo. E che disegni, J.G. Jones! Alcune trovate di sceneggiatura interessanti, una revisione radicale dell'idea di "supereroe", gag ciniche e divertenti ma, soprattutto, un'immensa vagonata di ego allo stato puro. L'attenzione per Wanted sarebbe finita lì, se non fosse che qualcuno considera questo fumetto un piccolo capolavoro della (e sulla) contemporaneità. E invece a me non sembra altro che una furbata (che l'autore ha trovato pure simpatica) attraverso la quale un editore ha fiutato la possibilità di fare cassa grazie alla levata di scudi di lettori bacchettoni come me. Ma sì, dai, provoco anch'io: Wanted andrebbe fatto leggere a scuola. Come esempio di quanto stupidi si possa diventare. Ma non emulando le gesta del protagonista: dello sceneggiatore, piuttosto. E' l'épater le bourgeois in salsa nerd, con morale rovesciata e tutto il ricettario di luoghi comuni su come una vita "comune" sia una merda e vivere "al massimo" sia il top. Ma non l'avevamo già sentita 'sta storia? Ah, sì, è quella dei ragazzini che a scuola picchiano il compagno handicappato facendosi riprendere con il telefonino. Ma che bravo Millar a fare il cattivo. Quasi quanto loro.

10 dicembre 2006

Più o meno come fa un piccione

Dal 2 dicembre, il quotidiano L'Unione Sarda pubblica, all'interno del supplemento del sabato dedicato alla cultura, l'inserto L'Unione Satira. Partecipo all'iniziativa con la serie di strisce intitolata Piccioni in Via Roma, disegnate da Bruno Olivieri.

Scrivere strisce è un'esperienza interessante e nuova. E anche piuttosto impegnativa, visto che le strisce rispondono a meccanismi narrativi diversi dal fumetto in cui per raccontare hai diverse vignette e tavole a disposizione.

All'inserto, curato da Silvio Camboni, Bruno Olivieri e Serena Demontis, collaborano inoltre Ignazio Fulghesu, Francesco Artibani, Corrado Mastantuono, Lele Corvi, Cesare Dattena, Marco Meloni, Rudy Salvagnini, Stefano Intini, Gino Felino, Bombo!, Frago & Mazza, Luca Usai, Alessio Coppola, Piero Tonin, Andrea Pecchia, Fabio Lai, Paolo Madeddu, Lapix, Matteo Demontis, Eva Rasano, Roberto Barga, Antonio Vincenti, Daniele Mocci e Ursula Littarru.

27 novembre 2006

Il libro su Toppi all'Accademia di Belle Arti

Il Corso di Storia del Fumetto dell'Accademia di Belle Arti di Bologna (docente: Enrico Fornaroli) ha incluso il mio volume monografico su Sergio Toppi nella bibliografia consigliata per sostenere l'esame nell'anno accademico in corso :)

23 novembre 2006

Il Manuale del Domatore di Mostri

Dopo i due Monster Allergy a fumetti, è uscito il mio terzo lavoro per questa serie della quale sono innamorato e alla quale devo davvero tantissimo! E' Il Manuale del Domatore di Mostri, un volumone di 216 pagine (ricco di illustrazioni tratte dal cartone dedicato alle avventure di Zick ed Elena), pubblicato da Fabbri Editori e Rainbow, che vi spiega dettagliatamente come diventare, appunto, domatori di mostri!
Come viene detto nell'intro, se il tuo sogno è diventare un domatore di mostri, preparati a un viaggio davvero mostruoso tra le pagine di questo libro, alla scoperta del potere Dom e delle tecniche di inscatolamento, in compagnia dei grandi domatori del passato...
Inutile dire che ne sono fierissimo :)))

Monster Allergy
Il Manuale del Domatore di Mostri
216 pp., ill., col., rilegato.
Prezzo: 18 euro.

22 novembre 2006

Just one year of blog

It's better than a lifetime alone...
La famigghia (quasi) al completo festeggia un anno di blog. "Quasi", perché manca quel dormiglione di Puck, impegnatissimo con la pennichella mattutina. Queste sono ricorrenze importanti! E dopo la banda larga, la banda bassotti. E la webcam con Skype (questo il primo scatto in assoluto)!
Mica pizze e fichi...


11 novembre 2006

Barboni

Vedo gente che
Veste di moda
Ogni giorno che vie'
Una nuova ne va
E li vedo scansarsi sull'autobus
Quando sale un barbone
O uno zingaro.
Sarà l'invidia?
O lo schifo
Per se stessi
- pensa il barbone -
"Che non siete più liberi
Di non avere
Una casa con letto
Per dormire
Lavorate voi
Schiavi dei soldi
Che non sentite la puzza
Della schiavitù
Con una carrozzella
Spingerò i miei guai
I cartoni e la vita
Lontani da voi
Che mangiate ogni giorno
E sapete il perché
Ma chi è povero in canna
Non parla d'amore"
Chissà, vedremo mai
Il Popolo dell'Abisso
Alzarsi per levare il pugno e
Rovesciare i quartieri
E le città
Forse sarà il nostro
Ultimo sogno...

Ogni volta che sento questa canzone dei Banda Bassotti mi darebbe pure fastidio il suo populismo... eppure più forte è la rabbia. Il venerdì pomeriggio, da quando ho la fortuna di lavorare a casa, mi affaccio alla finestra e vedo dei vecchietti che rovistano tra i rimasugli del mercato mattutino, raccattando chi delle foglie di insalata, chi un po' di mandaranci scartati. Saranno poveracci? Pensionati che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese? Ex colonnelli in vena di emozioni "forti"?
Ma che cosa ci sta succedendo (da decenni a questa parte)?

07 novembre 2006

Pensieri sparsi su Lucca

Un po' di pensieri sparsi e disordinati sulla recente trasferta lucchese...
Alla fine siamo arrivati solo venerdì sera alle 9.
Temperatura -1° C e buio pesto. In cielo una luna piena da brividi.
Montemagno, frazione di Camaiore, a circa 20 km da Lucca. Il B&B si chiama La Collina dei Falchi. Appena arrivati in paese chiamiamo Marco, il proprietario: "Non muovetevi da lì - dice -, vi vengo a prendere io. Sapete, per arrivare da noi bisogna attraversare il bosco...". Poi, una volta varcato il cancello, aggiunge: "Dov'è che volete andare adesso? A mangiare la pizza a Lucca? Ma restate qua che è meglio: fa freddo fuori...". Non so perché, ma a me e Cinzia veniva in mente l'inizio di Un lupo mannaro americano a Londra... Comunque decidiamo di restare: ci sembra di essere a casa! I proprietari e le loro bimbe sono di una cortesia disarmante, ci sembra di conoscerli da una vita. Pizzata lucchese all'indomani...

Sabato mattina arrivo a Lucca guidando tra i prati ricoperti di ghiaccio (!). Parcheggio a rischio, ma poi mi andrà di lusso. Multe a go-gò, ma si fermeranno a cento metri dalla mia spider. Ringrazio e porto a casa.

Lucca Comics: l'idea di separare in maniera più marcata rispetto agli altri anni i fumetti dai giochi è stata intelligente e funzionale. La calca all'interno degli stand era considerevole ma, dopo un po',
sopportabile. L'importante era capire che se iniziavi a chiacchierare con qualcuno, non necessariamente finivi il discorso con lui. Come un fiume in piena, il flusso continuo di gente trascinava via chiunque non fosse ben ancorato a uno stand.

Nonostante questa legge fisica prettamente lucchese, sono riuscito a passare un po' di tempo con i miei amici Bruni (l'Enna e l'Olivieri - ciao!) ed è stata anche l'occasione per conoscere di persona tanti colleghi e "amici di blog". Con alcuni sono riuscito a parlare per qualche minuto, con altri un po' di più.
Cocente delusione sotto la Torre: a un certo punto noi sardi ci siamo illusi di essere in superiorità numerica... poi siamo stati travolti dalla falange siciliana! Giovanni Di Gregorio e Claudio Stassi (che hanno presentato Brancaccio, storie di mafia quotidiana: da leggere assolutamente), Manlio Mattaliano, Sergio Al
gozzino, Marco Rizzo (che avrei voluto salutare, ma poi c'era sempre troppo casino: ciao Marco!) ma dimentico di sicuro qualcuno (e comunque "Forza Palermo!"... e forza Cagliari, come sempre).

Grazie a Lavieri e Tunuè scopro due autori bravissimi che non conoscevo: Paolo Cossi e Mauro Cao. Quest'ultimo è nato a Roma ma è di origine sarda, più precisamente di Ghilarza, località a due passi da Zeddiani, il mio paese d'elezione (e adozione). Mauro, pur essendo romano-romanissimo, parla in sardo meglio di me. Questa cosa mi ha sconvolto: devo rimettermi a studiare la mia lingua.

E poi ancora Emiliano Longobardi, Antonio Solinas, Davide Barzi, Mirko Benotto, Diego Fasano, Giuseppe Camuncoli, Giovanni Rigano, Fabiano Ambu, Daniele Tomasi, Flavia Barelli, Marcello Buonomo, Massimo Dall'Oglio, Omar Martini, Luca Usai e Daniele Mocci. Chi avrò dimenticato? Metto le mani avanti e chiedo scusa anticipatamente, è stato un turbinio rintronante, c'erano (pare) 83.000 visitatori... (dopo i miei saluti, ne restano 82.972 da salutare).

La presentazione di Watchmen 20 anni dopo è andata molto bene, il volume è davvero molto bello (complimenti a smoky man e agli amici della Lavieri) e Gabrielle Dell'Otto ha fatto (oltre a colorare la copertina) ha fatto una presentazione molto divertente.
Idem per Mono:
nonostante la sfida (non facile) di una rivista composta tutta da tavole autoconclusive, l'idea di Marco Rizzo e Sergio Algozzino mi sembra funzioni bene. Ad maiora!

Infine, la mostra Diari illustrati senza eroi curata da Angelo Nencetti, con le illustrazioni di Sergio Toppi, Giovanni Ticci, Renzo Calegari e Sergio Tisselli, accompagnate dai diorami storici di Ludovico Carrano, Riccardo Ruberti, Tommy Nicosia e Inna Belavina.
La mostra, allestita nel foyer
del Teatro del Giglio, era semplicemente bellissima (anche se quando si parla di Toppi io non sono imparziale) e da sola meritava la trasferta a Lucca.

Mi ha colpito positivamente anche il Museo del Fumetto, sul quale avevo sentito pareri discordanti. Considerando che è una sorta di work in progress, a me è piaciuto molto e mi sembra che sia riuscito a mettere insieme scientificità ed esigenze divulgative.

Un saluto e un grazie a tutti gli amici con i quali ho trascorso queste giornate lucchesi.
Spero di non aver dimenticato nessuno!


02 novembre 2006

Chiuso per Lucca

Come da titolo, sino al 5.
Nel frattempo ho pubblicato la versione beta del mio sito, con la promessa a me stesso (ah ah ah! Mi faccio proprio rittere!) di migliorarlo e completarlo al più presto (le lacrime, mi vengono!).

29 ottobre 2006

Nostalghija

Nessun uomo è un'isola, ma ci sono volte in cui ti senti isola in un'isola, con una nostalgia struggente per la tua, di isola.
Allora cerchi frammenti, brani, stralci, riverberi di quella terra che hai lasciato con rabbia e che, porco cane, vorresti ti rivolgesse una parola, un gesto, un segno per dirti che la guerra è finita.
Tancas serradas a muru...
E' questa consapevolezza arida di un amore finito a straziarti il cuore, a renderti impossibile sognare, a ribadirti che recidere è vivere.

25 ottobre 2006

Intramontabile Watchmen

È on line il programma ufficiale di Lucca Comics (1-5 novembre 2006).
Sabato 4, alle ore 11, nella Sala Magnus, verrà presentato il volume Watchmen 20 anni dopo (ed. Lavieri). Il mio contributo si intitola Un mondo più forte d'amore (come l'ultimo capitolo di Watchmen) e vuole essere uno spunto interpretativo emotivo (più che critico) su uno dei messaggi più forti, a mio avviso, nell'opera di Alan Moore. Un messaggio presente anche in V for Vendetta. Sono partito da una visione politica per approdare a una chiave di lettura che ritengo più profonda e significativa nella narrativa (e filosofia) mooriana.

Invito amici e appassionati del lavoro di Moore ad acquistare il volume per almeno due motivi: primo, il 100% dei proventi netti andrà all'AIMA, Associazione Italiana Malattia d'Alzheimer; secondo, i contributi dei disegnatori, critici e sceneggiatori valgono l'acquisto*.

* parlo per gli altri, ovviamente...

Lucca Comics
Sabato 4 novembre 2006
Ore 11, Sala Magnus

Lavieri Comics presenta il volume "Watchmen 20 anni dopo".

Con gli autori Smoky Man (curatore), Gabriele dell'Otto, Giuseppe Camuncoli, Franco Brambilla, Stefano Raffaele, Alberto Casiraghi, Fabrizio Lo Bianco, Alberto Conte.



20 ottobre 2006

Quando si dice il caso

Venerdì coinvolgo Fabiano Ambu e Luca Usai, altri due fumettari d'esportazione, per seguire la presentazione di un portfolio di Sergio Toppi. Manco a dirlo "canno" (come si dice qui a Milano) clamorosamente la data. Andiamo allo Spazio Crapapelada e ci ritroviamo a guardarci in faccia: l'inaugurazione era il giorno prima. Chiacchieriamo un po' con i gentilissimi proprietari della libreria e dopo un po' entra un signore che chiede, anche lui, come mai non ci sia la presentazione. Dico, "Allora non sono il solo ad aver sbagliato" e, tutto sollevato per aver potuto condividere le mie disfunzioni neuronali, comunico ai miei amici che anche un altro signore ha cannato come me la data e che, di conseguenza, doveva esserci un errore di stampa sul mio invito (ipotesi miseramente crollata dopo una verifica a casa...). Scambio due chiacchiere con il signore dai capelli bianchi e gli occhiali e scopro che è José Muñoz. Fabiano è contentissimo: all'Accademia di Belle Arti, con Enrico Fornaroli, "Nel bar" era una delle opere di riferimento per il fumetto. Si chiacchiera amabilmente, tra quattro gatti, allietati da spumante e focaccia gentilmente offerto dai padroni di casa. E ci scappa anche un disegno con dedica. Grazie José!

12 ottobre 2006

La mia colonna sonora

Riflessioni notturne di rientro da un rimpatrio tra colleghi del FAI. Nello stereo della potente Citroen AX urla un cd dei Mighty Mighty Bosstones e sotto i riflessi di lampioni e semafori canticchio ricostruendo il filo musicale della mia vita.
Nasco (e cresco) a infusi di Celentano, De Andrè, Dalla e Battisti. I primi due, tuttora, li ascolto con gioia. Ci passano anche la Schola Cantorum, gli Equipe 84 e Sergio Endrigo. Tutta colpa (merito) di mammà.
Tra l'infanzia e la preadolescenza mi emancipo grazie alle prime audiocassette prodotte appoggiando un microfonino sopra una radiolina e chiudendo il tutto dentro un contenitore di plastica. Risultato: hit imperdibili come Video killed the radio star e Born to be alive, ascoltate tra Alan Sorrenti, Umberto Tozzi e Gianni Togni (poi uno si chiede perché nella vita gli sorgano certe turbe psichiche...).

Prime feste, scuole medie/ginnasio: A-ha su tutti, per protesta. Tutti ascoltavano Spandau Ballet e Duran Duran. Io ero pop, ma con stile, ecco.

Ginnasio: facciamo la colletta io, il mio compagno di banco - un altro Fabrizio - e il nostro pard, Riccardo (soprannominato "The Voice" per la straordinaria capacità di stonare qualsiasi motivo musicale, da Michele Pecora ai Queensryche) e cominciamo ad acquistare la discografia completa dei Queen dopo essere rimasti folgorati dal primo greatest hits.

Prima liceo: in gita (Emilia Romagna) baratto The Game di Freddy & Co. con Live after death degli Iron Maiden. Lo ascolto per una notte intera a tutto volume con le cuffie ben salde alle orecchie per dimostar(mi) che non sanno suonare. Inutile: sono sconvolto e voglio passare a Motorhead e Metallica.

I Metallica (Master of puppets, per l'esattezza) mi stendono definitivamente. Comincio a farmi crescere i capelli. Smetterò 4 anni più tardi.
Folgorazione totale per i Megadeth, ancora oggi uno dei miei gruppi preferiti.
A rate, mi compro un'Aria Pro II: so fare giusto il riff di Smoke on the water e l'attacco di Fade to black ma sono gasatissimo.
Poi scopro che per suonare è utile conoscere quelle cose lì scritte su 5 righe orizzontali. Me lo spiegano mio cugggino e i suoi amici che sanno suonare tutti i pezzi degli Scorpions con la chitarra tenuta dietro la schiena. Ci provo per un po', mi innamoro di In Trance e Virgin Killer.
Poi mi arrendo. Ripongo nella bara l'Aria Pro II.

Università: Bleach dei Nirvana mi distrugge. In tutti i sensi. Una potenza sulfurea che da Paranoid in poi non avevo mai sentito. Comincio a interiorizzare... Le interviste ai Soundgarden, notoriamente piene di solarità e gioia di vivere, fanno il resto. In capo a un anno ho i primi attacchi di depressione. Per tirarmi su, mi butto su Battiato, Branduardi e i Dead Can Dance: praticamente la morte consapevole che si autoimpose Socrate.

Quando la luce si riaccende vedo una croce barrata alla fine del tunnel: sono i Bad Religion che mi aspettano, seguiti (non cronologicamente), dai Kina (i miei guru!), dai Ramones e dai Kenze Neke (ahiò, non potevo non citarli!).

In un annetto mi rimetto in sesto e glorioso spunta il sol dell'avvenir: dai Clash agli Specials, più i Banda Bassotti e tutto lo ska.

Dentro mi continua a risuonare qualcosa che viene da un'isola lontana (la peperonata? No). Arrivano i Pendragon, The Incredible String Band, Steeleye Span e poi i Chieftains e i Pogues. Ma è su un'altra isola che finisco coll'approdare.
Anzi, ritornare.
Marino De Rosas e i canti a tenores, gli Askra e i Sikitikis.
La vita è (anche) una colonna sonora, mi dico.
Evviva. Oggi ho capito che quella che cerco è la musica del sole. Di buio ce n'è fin troppo.


E tutti gli altri che ascolto? In ordine supersparso - no, perché non sia mai che qualcuno di loro mi telefonasse risentito perché non l'ho citato...

Black Sabbath
The Four Horseman
Francesco De Gregori
Samuele Bersani
Max Gazzè
The Smiths
Tre Allegri Ragazzi Morti
Pink Floyd
Genesis
Rush
My Sister's Machine
Diamanda Galas
Nomeansno
Lynyrd Skynyrd
AC/DC
Einsturzende Neubauten
Elio & The Trouble Stories
Assalti Frontali
Muse
Perturbazione
Baustelle
Nora Jones
Vinicio Capossela
Nick Cave & the Bad Seeds
Pj Harvey
Offspring
Giuliano Palma
27 Gioda
Negazione
Shelter
Ska-P
Ludovico Einaudi
Giovanni Sollima
Oliver Onions
Led Zeppelin
Enya
Clannad
Cure
No FX
Gamma Ray
CCCP
Streetlight Manifesto
Punkreas
Bandabardò
The Get Up Kids
Rancid
Apocalyptica
Bob Marley
Pearl Jam
Roberto Gatto
Negramaro
Klezroym
Marc Bolan & T. Rex
Jacques Brell
Depeche Mode
Elena Ledda
Persiana Jones
Rino Gaetano
John Zorn
Paolo Conte
Judas Priest
e altri artisti*

* In special modo dello Zecchino d'Oro, dall'edizione del 1975 fino al 1994, anno dell'ineguagliabile Corri Topolino. Dopo ci fu la ben nota crisi d'ispirazione che portò la kermesse antoniana a un progressivo decadimento artistico. Lo ammetto, a
queste condizioni non ho avuto il cuore di continuare a seguirlo...