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18 marzo 2006

Il genere e la vita

Oggi mi sfogo: che palle 'il genere' e i suoi affini!

Un colpo al cerchio...
Che palle il noir, la science-fiction, le detective stories, il pulp, le crime stories, il cyberpunk, lo steampunk, la commistione, il melting pot, il fantasy, il trash, lo slapstick, il mystery, il beatnik, l'hard boiled, e ora 'sta mappazza di corsied'ospedalemixedupwithstoriediguerra e crossover tra poliziesco e anatomia patologica e un che di sovrannaturale latente e/o manifesto... ECCHEQUATTROPALLE!

Persi dietro ai postulati sugli sviluppi della narrativa contemporanea (che mi indicano cortesemente le formule per un racconto di successo) rischio di non capire più che la vita che mi circonda può essere allo stesso tempo più semplice e più complessa di quanto tomi di narratologia vorrebbero spiegarmi. Sono un egocentrico? Sì, eppure l'intelligenza di Desperate Housewives mi pare mille volte più ingenua e insincera della complessità di un'ora della vita di mia zia che va all'alimentari del suo paese a comprare un etto e mezzo di ricotta (e della storia della sua pensione che poco più di quello le permette di comprare).

E ora, il colpo alla botte...
Evviva! Evviva il genere, certo... evviva!
Certo che piace anche a me, e vorrei vedere... Purché non diventi una scusa per distrarci dal raccontare il qui e ora.
E allora evviva Gipi e la sua sincerità grondante sangue, puzza, amore, odio, miseria e nobiltà.
W il lirismo delle cose che ci circondano.
W il calore rassicurante di ciò che si conosce, piuttosto che raccontare racconti di racconti raccontati da altri.
W il nostro vissuto, così com'è, senza metafore imbellettanti.
Il mio maestro di teatro (Coco Leonardi) diceva spesso: raccontiamo qualcosa di 'altro', perché la nostra vita quotidiana non è interessante.
Sono convinto che sbagliasse. Lui è scampato alla dittatura in Argentina, ha viaggiato mezza Europa salvandosi grazie alla sua arte di attore. Ha visto un paese schiacciato dai militari, ha visto l'Europa con le sue contraddizioni, ha rivisto la sua Argentina rinascere, crollare e, forse, rinascere ancora. Oh, caspita, magari un attore ci raccontasse sempre la sua vita sul palco!
Quando ti alzi e accendi la moka sul fornello, quello che pensi nei 5 minuti prima di addormentarti, quello che senti quando leggi, i tuoi ricordi, che cosa ti viene in mente quando pensi al tuo nome.
Questa è l'avventura.
Questa è la vita.

E comunque viva anche Chandler. A prescindere.

4 commenti:

fenicio ha detto...

Questo è il Fabrilo che ho conosciuto e che ritrovo ogni volta con immenso piacere.

P.S.

itta è slapstyck

Fabrizio ha detto...

Grazie, Massimeddu.
Per slapstick:
http://it.wikipedia.org/wiki/Slapstick
Cia'

emo ha detto...

quand'è che aggiorni? :-)

Fabrizio ha detto...

Aggiornato fresco fresco :)