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15 gennaio 2006

Da Guido Martina a Beppe Grillo

Dopo un fine settimana di full immersion tra dvd di Beppe Grillo e film di Ken Loach (Paul, Mick e gli altri, per la cronaca) mi chiedo: si può raccontare la vita reale, le sue gioie e i suoi dolori quotidiani, attraverso paperi e topi?
La risposta scontata (o forse no?) è sì, si può.
Il rischio è alto perché, come ci spiegava Alessandro Sisti durante il corso all'Accademia Disney, è un po' come passeggiare su un lago ghiacciato ai primi tepori di primavera. Verrebbe da dire: "Chi te lo fa fare?". Meglio provare a imbastire storie meno ardite e pretenziose, purché dotate di un soggetto solido. Magari neanche tanto originale, ma solido.
Incappo poi in una storia intitolata Zio Paperone e i 5 milioni di...?, testi di Guido Martina e disegni di Giorgio Cavazzano (da "Topolino" n. 1119 dell'8 maggio 1977). Incredibile! Contratti capestro, vertenze sindacali, Paperino che fa causa allo zione... Ci mancano art. 18 e Legge Biagi ed ecco che siamo ai giorni nostri! Lo sviluppo di Zio Paperone e i 5 milioni di...? è un susseguirsi di gag divertenti e piene di riferimenti a un clima politico/sociale che ha molti punti in comune con quello dell'Italia attuale.
Oscar per la battuta a "Il sindacato è una cosa seria!", espressa probabilmente senza ironia e con reale convinzione da Martina attraverso le parole del sindacalista interpellato da Paperino.
Beppe Grillo poco prima mi aveva fulminato con una ricetta straordinaria (l'unica) per fermare l'avanzata economica della Cina: rifilargli per sei mesi, spesati di tutto, CGIL, CISL e UIL...

Per l'immagine: copyright Disney

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Erano altri tempi, era un'altra editoria, Fabrizio. Oggi al massimo puoi citare il Grande Fratello (il reality show, non quello del libro di Orwell, che non si sa più nemmeno cosa sia...)
M.M.

fenicio ha detto...

altri tempi,non perchè la qualità della vita sia migliorata, ma perchè è peggiorata la qualità del pensiero medio.Credo che il fumetto, nel momento in cui (giustamente) aspira ad una dignità pari alle altre arti espressive si assume anche la responsabilità di espressione critica della società che vuole rappresentare, direttamente o metaforicamente, basti pensare al grande ruolo svolto dell'Eternauta in tutta l'america latina e non solo.
Essere un avanguardia nel fumetto non significa solo avere un tratto innovativo o un impaginazione stravagante, significa anche essere il polso delle paure, e delle speranze di chi legge, il grande pregio del fumetto, il suo essere trasversale alle classi sociali gli conferisce un grande potere, rinunciarci vuol dire diventare uno scribacchino a pagamento.
L'abilità dello sceneggiatore, del drammaturgo (fabri leggi se non lo hai già fatto le fiabe italiane di calvino sono interessantissime)è quello di dire qualcosa di semplice, utile (per chi legge non per chi vende)e divertente.

fenicio

Fabrizio ha detto...

Già, davvero altri tempi, un'altra editoria e, tutto sommato, altri lettori. Mi capitava oziosamente di chiedermi a che cosa fosse dovuto il pullulare di riferimenti a cellulari, playstation, sms, videochiamate (insomma, il reality show cui fa riferimento M.M.) nelle storie Disney degli ultimi anni. Prima che mi occupassi di sceneggiatura e avessi un contatto più diretto con l'editoria, maliziosamente mi dicevo che di sicuro c'erano questioni economiche di mezzo (sponsorship con aziende telefoniche, case di produzione di videogames, ecc.). Era vero, ma solo in parte. La realtà è persino più triste: Qui, Quo e Qua usano la Paperstation perché i loro lettori non possono farne a meno e farebbero fatica a identificarsi con un mondo che può farne a meno.
Taglio corto: certe storie di oggi sono mediocri perché il mondo di oggi è mediocre. In questo senso, il 90% delle storie riflette davvero la realtà...

fenicio ha detto...

si certo ma perchè rispecchiare solo la parte mediocre di una società mediocre invece di mostrare la parte migliore di una società mediocre,magari ci si riconosce lentamente e progressivamente in quella parte migliore visto che si sviluppa la nausea in fretta dell'altra

Fabrizio ha detto...

Caro Fenicio,
come diceva una mia collega del FAI, 'tieni proprio ragione, tieni...'

Ricordi quella canzone dei Kina che dice:

"È difficile camminare sul ghiaccio, però la gioia del rischio che ti porta a scivolare sulla lama del piacere profondo dell'insicurezza..."

Dalla maggior parte degli editori (e purtroppo degli autori e dei lettori) la gioia del rischio è ignorata. Dalla restante parte denigrata. Salvo poi lamentarsi tutti che in giro non ci sono storie valide...

fenicio ha detto...

si è chiusa la mia esperienza a teatro dove andavo oramai da tre anni ma niente di grave, ho passato le vacanze di natale a pensarci su, mi sono dato un pò di tempo poi gli evanti hanno deciso per me

Coo ha detto...

Fabrillio hai un blog e non mi dici niente!

ricordati che Mescal non dimentica!

(lo credo bene)

Bruno ha detto...

Pensa che quando mi capita di citare frasi famose, tratte dai caroselli che guardavo da bambino, quali: "Calimero, tu non sei sporco, sei solo nero!" (senza che per questo, si proponesse un'interrogazione parlamentare), oppure: "Si oscura la vallata, c'è Jo Condor in picchiata" e vengo guardato con sospetto dai miei interlocutori, allora si, che mi rendo conto che stò inesorabilmente invecchiando. E magari, quando un giorno loro citeranno frasi quali: "Vodafone, tutto intorno a te!", oppure: "Signora, guardi la lavatrice... lei usa l'anticalcare economico!", allora si che vorrei essere lì, per rendergli l'occhiata sospettosa! Che ci vuoi fare? è la vita!

Anonimo ha detto...

Ohhh Bruno Brunino...
Venezia muore e anche io non mi sento tanto bene...forse avrò messo troppe acciughe!

Fabrizio ha detto...

Ciao Coo(radèn),
ebbene sì! Ma anche tu hai il tuo blog! Ora lo aggiungo ai link :-)
Un abbraccio!

Fabrizio ha detto...

Vabbe', giacché si divaga, divaghiamo...
Ehhh, caro Bruno! Ci vorrebbe un post solo sulle citazioni e sui loro risvolti politico-econo-social-endocrini... Perché credo che agiscano a livello di ghiandole e ormoni. È come la cioccolata. Quando uno cita una frase e tu la riconosci, è già come se il tuo interlocutore fosse tuo fratello. Per questo siamo parenti stretti di "Ava, come lava!", "Mi mujer estava al fiume... Un gringo la voleva..." o "Mi avete preso per un coglione! - Ma no, sei il nostro mito!!!" e stiamo alla larga da "Gianni!!! L'ottimismo è il profumo della vita!"...

Anonimo ha detto...

Maffei: "in conclusione Canà?"
Canà: "in conclusione...Picchio de Sisti"
Maffei: "Picchio de Sisti si è espresso favorevolmente nei confronti della sua squardra..."
Canà:"Non Maffei, stavolta è lei che non ha afferrato...io picchio de Sisti, lo dichiaro a tutta italia, io picchio de Sisti e gli spezzo pure la noce del capocollo...arrivederci"
Maffei: "Canà sempre imprevedibile"